784 196. Penso che non sia inutile
né indegno toccare di passaggio e in breve le devozioni
particolari di san Francesco. Questo uomo praticava tutte
le devozioni, perché godeva dell'unzione dello Spirito,
tuttavia provava uno speciale affetto verso alcune forme particolari
di pietà.
Fra le altre parole, che ricorrevano spesso nel parlare, non
poteva udire l'espressione «amore di Dio» senza
provare una certa commozione. Subito infatti, al suono di
questa espressione «amore di Dio» si eccitava,
si commuoveva e si infiammava, come se venisse toccata col
plettro della voce la corda interiore del cuore.
E’ una prodigalità da nobili, ripeteva, offrire
questa ricchezza in cambio dell'elemosina e sono quanto mai
stolti quelli che l'apprezzano meno del denaro. Da parte sua,
osservò infallibilmente sino alla morte il proposito,
che aveva fatto quando era ancora nel mondo, di non respingere
alcun povero che gli chiedesse per amore di Dio.
Una volta un povero gli chiese la carità per amore
di Dio. Siccome non aveva nulla, il Santo prese di nascosto
le forbici e si preparò a spartire la sua misera tonaca.
E l'avrebbe certamente fatto se non fosse stato scoperto dai
frati, ai quali però ordinò di provvedere con
altro compenso al povero.
Diceva: «Dobbiamo amare molto l'amore di Colui che ci
ha amati molto».